Gente che va

Da anni mi interrogo sulla reale percezione che gli abitanti hanno del luogo in cui sono nati e cresciuti, ponendomi domande talvolta banali del tipo.. “è giusto nutrire un senso di appartenenza che possa indurre riconoscenza?“. Per quanto mi riguarda la risposta è sempre la stessa..”Si, ..è giusto essere riconoscenti” soprattutto se il luogo in cui nasci o cresci è un luogo protetto, come è protetto il luogo in cui sono cresciuto io. Naturalmente mi riferisco al quel tipo di protezione che permette di avere sempre un moderato ed efficace controllo sulle attività dei figli nella fase più delicata, ovvero la fanciullezza e l’adolescenza. I vantaggi (non sono molti, ma alcuni sono veramente apprezzabili) di poter crescere e far crescere i figli in piccoli borghi, dove le persone si conoscono e c’è mutua sorveglianza sulle attività di giovani e giovanissimi, deve essere riconosciuto da tutti come un valore.

Tuttavia fin da ragazzo è sempre emerso con nitidezza il desiderio dei miei coetanei e mio di immaginarci adulti altrove, in luoghi più accattivanti e interessanti che potessero offrire opportunità personali e professionali più stimolanti ed appaganti. Conseguenza che si è successivamente verificata nella maggior parte dei casi.

Le settimane precedenti alle elezioni amministrative del 26 maggio scorso, insieme al nostro gruppo, abbiamo raccolto un’ elenco con il nome di cento (100 !!!) cittadini borgocarbonaresi che hanno deciso di trasferirsi altrove negli ultimi anni. Una caratterisctica comune a queste persone, (che sono solo una percentuale di tutti gli emigrati…) è l’età. Stamo parlando di ragazzi partiti non ancora trentenni che, dopo essere stati cresciuti e formati hanno deciso di spendere il loro talento altrove.

Naturalmente sono scelte indiscutibili che attengono al libero arbitrio di ogni individuo e pertanto devono esere rispettate. Personalmente ho fatto scelte diametralmente opposte, convinto che il senso di appartenenza verso la comunità che mi ha accolto dovesse essere in qualche modo onorato. Per questa ed altre ragioni, ho scelto di restare in questo comune nel tentativo di creare opportunità per me e per gli altri, proprio per quel senso di riconoscenza che dovrebbe essere alla base del principio di cittadinanza.

Ma il vero tema che accompagna queste riflessioni non può che riguardare le responsabilità in capo alle scelte o peggio, alle non scelte che le amministrazioni comunali hanno sul fenomeno dell’emigrazione.

Si tratta ovviamente di un tema complesso, ma la sensazione è che ci sia rassegnazione ad accettare questo fenomeno come incontrastabile ed ineludibile, talvolta alimentato dalle stesse famiglie compiacenti che vedono nel volontario allontanamento dei figli un successo anzichè un profondo fallimento.

Come si contrasta questo fenomeno? Non ho certezze, ma credo si dovrebbe iniziare dagli esempi positivi. Sostenere storie di successo personale e professionale aiuta a diffondere l’idea che, anche partendo da luoghi apparentemente svantaggiati rispetto a realtà più grandi e strutturate, sia possibile ottenere successi che alimentino la voglia di emulazione e stimolino la fantasia.

Mi auguro che si concretizzi a breve l’idea di due giovani fratelli nati e cresciuti a Borocarbonara, promotori di una attività che potrebbe portare all’apertura di una nuova officina meccanica. Questi ragazzi devono essere sostenuti dall’amministrazione negli adempimenti necessari ad avviare l’auspicata attività e incoraggiati personalmente dalla giunta, che dovrà far sentire loro tutta la vicinanza della comunità. Quella stessa comunità che può dare a questi ragazzi tutta la fiducia e le motivazioni per diventare esempio di successo e possa indurre altri giovani borgocarbonaresi ad abbandonare l’idea che andarsene è sempre l’unica opzione.

a.b.

2 pensieri riguardo “Gente che va

  1. Grazie di aver scritto tutto di quel che succede nel nostro comune e ti ringrazio.Vefo che la sporcizia regna in questo comune forse siamo noi cittadini che non siamo abbastanza educati.Io volevo solo avanzare un’altro mio desiderio che è quello di poter illuminare un pó di più le nostre strade così buie dare un pó di vita a questo paese che sta morendo.Forse cambiando con lampade al led ci sarebbe più luce spendendo meno.Ti ringrazio tanto per quanto fai per il nostro paese e spero che tu continua a tenerci informati di quanto succede nel nostro comune.Grazie

    "Mi piace"

Lascia un commento