La nostra parte

Cari amici,

vorrei esprimere sincera gratitudine a tutti coloro che dedicano tempo e risorse alle attività pubbliche locali, siano esse di carattere amministrativo, associativo, sportivo o culturale.

La connotazione che rende ancora più apprezzabile l’impegno delle donne e degli uomini nelle attività di associazioni quali AVIS, AIDO, AUSER, PROLOCO e società sportive è appunto quello di non essere retribuiti. Diverso è per le persone che si occupano delle attività amministrative, più precisamente di giunta e consiglio.

Come molti di voi sapranno, i componenti della giunta sindaco in testa e i membri del consiglio, hanno diritto ad essere retribuiti e contrariamente a quanto alcuni pensano, tale retribuzione è inalienabile. Significa che anche volendo, non è possibile rifiutare gli emolumenti.

Il costo che il comune ha sostenuto per l’anno 2020 riferito agli organi istiuzionali (missione 1) è di c.ca 30.000,00 €. la cui parte preponderante è destinata all’indennità del sindaco.

Nulla da eccepire sull’indennità del sindaco, considerate le numerose e talvolta sproporzionate responsabilità in capo alla carica, tuttavia proprio in virtù della retribuzione goduta, l’attività del sindaco e della giunta non possono essere equiparate a volontariato e pertanto devono sottomettersi al giudizio della cittadinanza. Credo di non sbagliare intendendo il ruolo del gruppo di minoranza come il mediatore tra le complesse procedure della pubblica amministrazione e un’ accettabile semplificazione che renda comprensibili le attivtà della giunta. Lo scopo principale di queste pagine è appunto il tentativo di semplificare la comprensione delle principali attività comunali e pertanto vorrei scusarmi laddove si rischi di banalizzare concetti molto più articolati.

Sono passate alcune settimane da quando il gruppo di maggioranza ha distribuito un pieghevole che illustra le attività promosse nei primi due anni di gestione del sindaco e della sua giunta. La cosa che ho più apprezzato è stata la mediocre qualità della carta e della stampa, il ché suggerisce l’auspicato autofinanziamento da parte del gruppo di maggioranza, dei pieghevoli e della loro distribuzione. Quanto ai contenuti, trovo che siano in linea con quanto annunciato nella fase pre-elettorale dall’attuale gruppo di maggioranza e considerando che la lista del candidato sindaco Superbi è stata eletta con il 65% dei voti, devo dedurre che la maggioranza dei cittadini Borgocarbonaresi non abbia ragioni per lamentarsi.

Io, invece, mi lamento.

Il territorio comunale è sporco, disordinato e trascurato. Le strade comunali sono pericolosamente danneggiate e rappresentano un rischio per la circolazione. I parchi pubblici sono brutti e indecorosamente mantenuti. La situazione della scuola materna è ancora lontana dall’essere definita e stabilizzata. Le case popolari sono in una situazione di abbandono. Durante la pandemia, le attività commerciali e le attività produttive sono state ignorate, fatta eccezione per la sospensione della tassa sull’occupazione del suolo pubblico (6.000 €/anno). Ci sono ancora zone non servite dalle linee di adduzione acqua e fognature. Ma più importante di tutto, non si intravedono politiche per il contrasto all’incessante calo demografico che sta aumentando in modo vertiginoso. Basti considerare che la somma dei residenti nei due comuni estinti di Borgofranco e Carbonara nel 2001 era di 2225 unità, con un saldo negativo nel decennio successivo (2001-2011) di “sole” 78 unità, mentre nell’ultimo decennio (2011-2021) il saldo negativo è salito a 216 unità….di cui 100 unità tra il 2018 (2031 residenti) e il 2020 (1931 residenti).

Possiamo tranquillamente continuare a discutere di qualsiasi singolo provvedimento, come sterilmente avviene in occasione dei deprimenti consigli comunali, ma la questione che dovrebbe essere in cima alle priorità è la necessaria ricerca di strategie per contrastare il calo demografico, vera sfida per la conservazione della nostra comunità.

Per alcuni aspetti, il nostro comune si trova in una situazione sorprendentemente promettente. Le tre principali industrie presenti sul nostro territorio sono in fase espansiva, lo stabilimento Haemotronic è in fase avanzata di conclusione del nuovo ampliamento, lo stabilimento Eurotubi anche e lo stabilimento Unical ha in programma interessanti investimenti a breve per le linee delle caldaie industriali di grande taglia. L’industia delle costruzioni è in fortissima espansione grazie ai bonus sisma, al bonus facciate e al bonus 110% per l’efficientamento energetico e nel nostro comune sono attive due società di media dimensione e alcune società artigiane che nel complesso occupano non meno di 60-70 persone. L’indusria casearia è in forte espansione trainata dal Parmiggiano Reggiano e nel nostro comune sono attivi tre allevamenti medio-grandi che sommano c.ca 1800 bovini da latte, oltre alle altre attività legate a settore terziario e commercio. Il comune denominatore di tutte queste attività è la difficoltà a reperire addetti, condizione ottimale per favorire il flusso di persone proveninenti da altri paesi o da altre città.

La decisione di cambiare residenza per una famiglia non è certamente cosa semplice e immediata. Servono motivazioni valide e condizioni di contorno accettabili. Per le valide motivazioni, temo che il comune possa fare molto poco, ma per le accettabili condizioni di contorno…. sono certo che si possa e si debba fare molto di più.

Affrontare in modo definitivo e costruttivo il tema della scuola materna, per garantire un servizio essenziale alle famiglie, dovrebbe essere prioritario e invece si trascina tra l’indisponibilità della curia ad intervenire e la balbettante posizione della giunta incapce di affrontare la questione con energia e risolutezza come hanno fatto in passato giunte con le idee chiare (….Pieve di Coriano???).

Affrontare in modo energico il tema delle case popolari in parte ereditate dalla gestione ALER e difatto in parte inutilizzate ed inutilizzabili allo stato attuale. Una riorganizzazione di tutto il patrimonio di case popolari (Cavo, Carbonara, Borgofranco e Bonizzo) potrebbe rappresentare un’offerta di alloggi a basso costo ideale per le famiglie che volessero valutare l’ipotesi del trasferimento, ricordo a questo proposito che i fondi immobiliari (SGR) per statuto, devono investire il 4% del loro patrimonio in edilizia popolare…. qualcuno ha mai provato a contattare i fondi immobiliari e sottoporre loro il nostro caso?

Riqualificare gli impianti sportivi inutilizzati e riconvertirli per creare momenti di aggregazione e offrire servizi per il tempo libero, per esempio trasformando il campo da tennis di piazza primo maggio, attualmente succursale di discarica in campo da padel, sport/gioco in grande ascesa molto apprezzato da giovani e giovanissimi, estendendo il noleggio anche alla sera per dare vita alla piazza durante il periodo estivo.

Questi sono solo alcune delle iniziative che potrebbero e dovrebbero essere seriamente valutate e possibilmente percorse, ma come sempre si tratta di una questione di scelte e di volontà.

ab

L’educazione della cittadinanza

Cari amici,

nell’auspicio che questi mesi difficili non abbiano lasciato conseguenze irreparabili, vorrei trattare oggi un’argomento che troppo spesso viene dato per scontato…. l’educazione della cittadinanza!

Non voglio certo trattare il concetto di educazione della cittadinanzia nel suo senso più nobile ed articolato, perchè questo richiederebbe competenze che non posseggo e pertanto mi soffermerò sull’aspetto più basico e sulle conseguenze che la mancanza di educazione produce nelle comunità.

Mi riferisco principalmente a quella forma di educazione che dovrebbe indurre le persone a comportamenti più rispettosi verso le proprietà pubbliche e private. Invece mi rammarica immensamente notare che questa forma di rispetto è troppo spesso tralasciata, assistendo allo stato di sporcizia e incuria in cui versa il nostro comune.

Chiariamo subito il tema della percezione di incuria e sporcizia, che naturalmente può essere soggettivo e variare da persona a persona. Il nostro comune non è certamente la rappresentazione delle situazioni di massimo degrado e inciviltà cui tristemente assistiamo in alcune importanti città italiane (tra cui la capitale), ma di sicuro siamo altrettanto lontani dal concetto di ordine, cura e pulizia tipici di alcuni paesaggi alpini.

Naturalmente le cause sono diverse e questo fenomeno non può essere imputato alla sola maleducazione di alcuni cittadini, peraltro ingiustificata e colpevole soprattutto in un momento di massima sensibilizzazione alla cura dell’ambiente da parte delle istituzioni scolastiche e da parte dei media.

Passeggiare per le vie del nostro comune è sufficiente a rendersi conto che è possibile aspettarsi un livello di cura e pulizia, perlomeno decoroso e credo che parte delle responsabilità siano da attribuire al Sindaco e alla Giunta, per quanto di loro stretta competenza. Ovviamente il Sindaco e la Giunta possono fare poco o nulla per intervenire direttamente sui comportamenti delle persone, che restano prerogative del sistema educativo (famiglie e scuola) e del buon senso, ….ma avete presente l’effetto che fa trovarsi con qualcosa in mano da buttare su un prato prefettamente curato e pulito? Sono certo che nove persone su dieci rinunciano a buttarlo a terra, rapporto che probabilmente si inverte trovandosi nel campo da tennis di p.zza 1°Maggio…….invito il Sindaco a provare!

L’aggravante è che questa Giunta ha rinunciato a immaginare progetti che valorizzino la straordinaria ed irripetibile disponibilità economica seguita alla fusione, per creare da subito prerogative di sviluppo future, attenendosi alla più comoda modalità dell’ordinaria amministrazione.

Lasciare un paese sporco, disordinato e non sufficientemente curato è la dimostrazione di una pessima ordinaria amministrazione. Ricordo peraltro che durante la fase di gestione commissariale, era stata promossa una giornata dedicata alla pulizia del paese su base volontaria, iniziativa a cui il Sindaco (non ancora Sindaco) aveva aderito come privata cittadina.

Ecco cara Sindaco, quello sarebbe stato un’eccellente esempio da riproporre per coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza a comportamenti più educati, si tratterebbe semplicemente di …. copiare!

AB

Tempo di bilanci

Cari amici,

sono trascorsi ormai 12 mesi dall’insediamento della nuova amministrazione del comune di Borgocarbonara e credo sia tempo di fare le prime valutazioni sulle attività del Sindaco e della giunta.

Inizierei con alcune considerazioni di carattere generale, che certamente sono da anteporre al giudizio sulle singole iniziative, tra cui la certezza che il Comune ha introitato il bonus fusione per l’anno 2019 in misura superiore alle aspettative, seppur dopo una prima fase concitata dove sembrava che la somma da destinare fosse addiruttura dimezzata. In definitiva il comune ha potuto disporre di extra gettito per poco meno di 390.000,00 €. che sulla somma delle entrate dei due comuni al 2018 (1.127.439,00 €. Borgofranco e 1.438.236,06 €. Carbonara) rappresenta un’incremento delle entrate del 15%. La natura del bonus fusione è di carattere straordinario, nel senso che si potrà beneficiare di queste entrate per un tempo limitato (10 anni se non cambierà il panorama), ragione per cui è indispendabile utilizzare questo denaro per attivare progetti che possano garantire future entrate al cumune, nel momento in cui i benefici del bonus cesseranno. Leggendo il rendiconto del bilancio 2019 e la previsione del bilancio 2020 non si intravede nulla che vada in questa direzione.

Sempre consultando i bilanci, sorge una perplessità riguardo l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione 2018. Difatto con delibera di approvazione di bilancio 2019 e successive modificazioni, la giunta ha utilizzato 153.248,00 €. provenienti dagli avanzi di amministrazione dei due comuni estinti (112.000,00 € Borgofranco e 134.000,00 €. Carbonara), di cui 82.415,00 €. per spese tecniche destinate alla ristrutturazione della sede ex municipio di Borgofranco. Come certo ricorderete, la sede ex municipio di Borgofranco è oggetto di un cospicuo contributo sisma per il suo recupero, ma le spese tecniche sono escluse dal contributo, ragione per cui devono essere finanziate autonomamente dal comune. Le perplessità riguardano l’utilizzo che si intende fare della sede ex municipio di Borgofranco, considerando che le spese tecniche sono finanziate anche dall’avanzo di amministrazione proveniente da Carbonara, riteniamo appropriato che i cittadini sappiano cosa si intende fare. L’ipotesi più probabile è che la giunta trasferirà la sede municipale a Borgofranco creando certamente disagio ai cittadini di Carbonara per due ordini di motivi, il primo riguarda l’accessibilità ai servizi da parte della popolazione più anziana, la seconda riguarda l’utilizzo che si intederà fare di Villa Bisighini una volta venuta meno la sua attuale destinazione. Ricordo che anche Villa Bisighini è oggetto di contributi sisma per la riqualificazione del mausoleo, del muro di cinta e del 3°lotto (la parte dx) e anche in questo caso il comune dovrà destinare i fondi per le spese di progettazione. Credo sia giunto il momento che la giunta faccia chiarezza su questi aspetti e soprattutto illustri la progettualità sull’utilizzo degli edifici pubblici oggetto di finanziamento e di autofinanziamento…… ammesso che una progettualità, esista!

Diverso, ma certo non meno importante è l’aspetto legato alla gestione dei rapporti tra il comune e le due pro-loco. La complessità deriva dalla sostanziale e comprensibile autonomia che entrambe le pro-loco vogliono mantenere nell’organizzazione delle loro rispettive attività, ma se fino a prima della fusione ogni pro-loco intratteneva relazioni con il proprio municipio, ora la questione è più complessa perchè la storia delle due pro-loco è diversa per contenuti e provenienza e certamente la presenza di membri delle due pro-loco nel gruppo di maggioranza potrebbe non aiutare. Ritengo indispensabile che il Sindaco provveda ad unificare tempestivamente le relazioni tra comune e pro-loco, in modo inequivocabile e chiaro attraverso azioni che parifichino i trattamenti e le concessioni. L’assenza di chiarezza sarà precisa responsabilità del Sindaco, nel prevedibile deterioramento dei rapporti tra le due pro-loco e tra pro-loco e comune. Le attività che le pro-loco svolgono sul territorio sono troppo importanti per consentire che la negligenza nel regolamentare i rapporti, causi lacerazioni irrecuperabili.

Scendendo più nel concreto, vorrei evidenziare il fallimento del bando per l’assegnazione del servizio di gestione del chiosco di p.zza 1° Maggio a Carbonara. A dispetto del notevole interesse manifestato da diversi gestori privati, il bando per l’assegnazione è andato deserto. Le cause sono da attribuire alle condizioni richieste per subentrare nella gestione, evidentemente giudicate eccessive e non garanti di un’equilibrio a cui ogni iniziativa privata deve attenersi per sopravvivere. Ragione per cui il Sindaco ha tempestivamente convocato le due pro-loco per poter garantire l’apertura stagionale (al netto delle limitazioni Covid). Premesso che convocare le pro-loco come tappabuchi è quantomeno inelegante, soprattutto dopo che la pro-loco di Carbonara con notevole impegno e risorse ha “raccolto i cocci” della precedente gestione garantendo il servizio per la stagione 2019, viene da chiedersi per quale ragione il bando non prevedesse la partecipazione delle associazioni, con il dovuto distiguo per tutelare l’interese dei privati. In questo modo la giunta ha ottenuto due risultati eccellenti, in primo luogo ha mortificato i privati cittadini che avevano intravisto nella gestione del chiosco un’opportunità professionale e in secondo luogo ha mortificato l’impegno della pro-loco di Carbonara nell’aver garantito un servizio molto apprezzato alla cittadinanza durante la stagione 2019. Ottimo lavoro!

Ultimo, ma non meno importante è la questione legata alla recente decisione della dirigenza del Distretto Sanitario, di chiudere il reparto di cardiologia dell’ospedale di Pieve di Coriano. Aggiungo che, oltre alla chiusura del reparto di cardiologia, ci sono dubbi sul ricollocamento del reparto di chirurgia, temporaneamente delocalizzato a Mantova per l’emergenza Covid. Quali iniziative intende prendere il Sindaco in sede di Ufficio di Piano per scongiurare il drammatico impoverimento dell’offerta sanitaria nel Destra Secchia?

Nell’auspicio di aver contribuito a rendere i cittadini più consapevoli di quanto sta accadendo, auguro a tutti una ripartenza post-pandemia, ricca di prospettiva e positività.

A presto,

a.b.

Istruzione o distrazione?

Come molti di voi sanno o immaginano, le piccole comunità sono in costante lotta con il calo demografico. Non fa eccezione il comune di Borgocarbonara che, nonostante Wikipedia stimi ottimisticamente in 2015 abitanti, ad oggi conta ad indicativamente “solo” 1995 concittadini. La stratificazione della cittadinanza è normalmente composta a maggioranza da persone anziane, ospitiamo circa il 13% di cittadini proveninenti da altri paesi e malauguratamente i giovani e giovanissimi, che rappresentano la parte di popolazione più preziosa, sono minoranza. Potremmo soffermarci a lungo sulle ragioni che hanno causato questa situazione, ma non è l’argomento che voglio affrontare oggi.

Tra le prime conseguenze dirette della diminuzione di popolazione giovane o giovanissima, c’è naturalmente la ripercussione sul sistema scolastico. Borgocarbonara è parte dell’ Istituto Comprensivo di Sermide e Felonica, che raccoglie nella scuola primaria (elementari) e secondaria (medie) circa 600 ragazzi provenienti dal territorio, oltre alle scuole per l’infanzia di Carbonara, Felonica, Moglia, Santa Croce e Sermide.

Durante la precedente convocazione del Consiglio Comunale del 01 Ottobre è stato messo ai voti il piano per il diritto allo studio 2019/2020. In sintesi è stato deliberato, con i soli voti della maggioranza, il piano per il diritto allo studio che prevede lo stanziamento di 158.604,48 euro per l’anno scolastico 2019-2020, in aumento rispetto all’anno precedente di c.ca 18.000,00 euro. Fondamentalmente la maggiore spesa riguarda due capitoli sensibili, il PTOF (Piano Triennale di Offerta Formativa) e la scuola per l’infanzia Maria Immacolata.

Per chi come me, ha poca dimestichezza con le procedure scolastiche (in realtà anche in passato non brillavo per affinità con la scuola… in generale), il PTOF è il piano che il dirigente del comprensivo sottopone ai sindaci, dove illustra i progetti didattici integrativi che intende realizzare su aree tematiche quali, bisogni educativi speciali, orientamento, continuità, assistenza ed accoglienza, internazionalità, igiene e sicurezza e altro, esponendo i costi che tali progetti richiedono, per poter essere attuati. La giunta di Borgocarbonara ha deciso di finanziare al 100% le richieste del dirigente contenute nel PTOF per complessivi 5.913,00 euro, in aumento rispetto lo stanziamento di 3.760,00 euro dell’anno precedente. Naturalmente è condivisibile l’aumento di fondi per la formazione dei nostri ragazzi, non fosse che alla mia richiesta di esprimere un giudizio sulla qualità dei progetti finanziati, i componenti della giunta e della maggioranza non sono stati in grado di argomentare denotando scarsa ed approssimativa conoscenza della materia. Viene naturale chiedersi, sulla base di quale convinzione, abbiano deciso di finanziare progetti che a stento conoscono.

Altra delicata questione è il rapporto tra il comune e la scuola per l’infanzia. Come noto, la scuola per l’infanzia è di impostazione cattolica ed è ospitata all’interno dell’edificio di proprietà della parrocchia. Con grande rammarico, il calo demografico accennato in premessa, ha colpito duramente la giovanissima popolazione della scuola riducendo sensibilmente il numero di bambini che la utilizzano. Per questa principale ragione, la dirigenza della scuola ha richiesto per l’anno scolastico 2019-20 un contributo di 37.000,00 euro, circa 20.000,00 euro in più rispetto a quanto storicamente concesso. La giunta ha stanziato nel piano per il diritto allo studio, un contributo pari a 34.000,00 euro accogliendo quasi completamente la richiesta. Anche in questo caso è condivisibile la scelta di sostenere la scuola per l’infanzia e le ragioni per cui il nostro gruppo di minoranza si è astenuto, sono da ricercare altrove.

L’impatto che il contributo del comune ha sul bilancio della scuola, rappresenta c.ca il 25% delle entrate, mentre il 45-50% è rappresentato dalle rette che le famiglie pagano per il servizio. La proiezione dei possibili futuri utilizzatori (i nuovi nati) è scoraggiante.

In questo desolante quadro, come sempre sono le scelte a fare la differenza. La sensazione è che la giunta non abbia idee a breve su come affrontare la questione e voglia temporeggiare nell’attesa che altri eventi decidano le sorti della scuola per l’infanzia. Proprio per questa ragione il gruppo di minoranza ha deciso di astenersi dal votare il piano per il diritto allo studio, riservandosi di presentare un progetto di fattibilità per tentare di mantenere il servizio di scuola per l’infanzia nel nostro comune.

Per onore di verità, va detto che durante il consiglio il Sindaco in accoglimento della nostra interrogazione del 28.06, ha presentato i risultati delle misurazioni commissionate dal comune, per scongiurare la presenza di fibre di amianto rilasciate dalla copertura dell’ex CIPOM, nel cortile della scuola per l’infanzia. Le misurazioni hanno registrato una presenza di fibre di amianto aerodisperse pari a 3.25 fibre/l, laddove il limite massimo consentito dal D.M. 06/09/1994 prevede di non superare la soglia di 6,54 fibre/l.

a.b.

Diritto alla salute

Archiviato il consiglio comunale del 25 luglio, con forti perplessità sulle risposte (e non) alle interrogazioni che il gruppo di minoranza ha sottoposto al Sindaco Lisetta Superbi, vorrei affrontare in questo spazio il tema del diritto alla salute dei cittadini, soprattutto quelli più preziosi e fragili.

Per diritto di massima priorità è necessario affrontare immediatamente il tema legato allo stato di conservazione della copertura in cemento amianto (eternit) dell’edificio ex-CIPOM che, come tutti sanno, si trova a ridosso della scuola per l’infanzia in municipalità Carbonara.

Per chi ha meno confidenza con le fibre di asbesto, è certo che siano la causa di forme particolarmente aggressive di mesotelioma polmonare e pertanto siano state vietate. Il pericolo maggiore riguarda la possibile inalazione delle fibre quando non si trovino allo stato inerte, in altre parole nel momento in cui i pannelli siano danneggiati e le fibre esposte.

Già in passato avevo segnalato il distacco di pezzi di copertura in seguito a temporali piuttosto intensi, attraverso la documentazione fotografica trasmessa al presidente della scuola per l’infanzia, che a sua volta inoltrò la segnalazione alla giunta presieduta dal Sindaco Paola Motta. Il tema fu oggetto di interrogazione promossa dall’allora gruppo di minoranza, ma per diverse ragioni molto discutibili si decise di non fare nulla e lasciare un situazione allarmante senza i dovuti approfondimenti.

Nel mese di marzo 2019 è stata conegnata al comune di Borgocarbonara una valutazione critica sullo stato di conservazione della copertura a cura di un professionista terzo, che ha ritenuto la copertura parzialmente degradata suggerendo la completa bonifica entro un massimo di 3 anni.

Il Sindaco Lisetta Superbi, in risposta ad uno dei quesiti contenuti nell’interrogazione nr. 01/19 promossa dal gruppo di minoranza, ha risposto che la valutazione è stata commissionata dalla proprietà del bene (una società immobiliare con sede a Bergamo). La prima considerazione che vorrei condividere riguarda l’attendibilità di questa valutazione, se è vero che è stata commissionata dalla proprietà…. quella stessa proprietà che sarà chiamata a bonificare c.ca 4500 mq. di copertura (con successiva nuova copertura), sostenendo una spesa che facilmente supererà i 100.000,00 €.

In second’ordine mi aspetto che il Sindaco, in risposta al secondo quesito contenuto nella medesima interrogazione, provveda immediatamente ad installare una stazione permanente di rilevazione nel cortile della scuola per l’infanzia, al fine di scongiurare qualsiasi contaminazione da fibre di asbesto e garantire ai bambini e alle famiglie la sicurezza della scuola.

Meno grave ma ugualmente preoccupante è la situazione sullo stato della Recuperi Industiali con sede in località Casteltrivellino. L’azienda è stata dichiarata fallita dal tribunale di Mantova in data 13.06.2019 ed è attualmente gestita dal curatore fallimentare designato. Per la particolare attività di questa azienda, che tratta rifiuti industriali con processi di riciclaggio e successiva produzione di inerti per l’edilizia, in passato ci sono state numerose lamentele da parte dei cittadini con abitazioni adiacenti l’impianto per forti odori e miasmi.

Il problema naturalmente riguarda più direttamente le persone occupate dall’azienda che ragionevolmente si trovano in stato di disagio, ma ovviamente il pensiero va alla possibile riqualificazione dell’impianto da parte di aziende del settore interessate a rilevare l’attività.

Attualmente la situazione sembra ancora sotto controllo, nel senso che i materiali di provenienza e i semilavorati ancora stoccati nei magazzini, non presentano profili di rischio a breve, ma naturalmente c’è apprensione per capire quali sorti subirà l’impianto e per conseguenza i cittadini direttamente coinvolti qualora l’impianto venisse rilevato e rilanciato.

Per concludere, vorrei ricordare l’impegno che il Sindaco Lisetta Superbi ha assunto durante la promozione della lista Insieme per Borgocarbonara, riguardo il tema della concentrazione di PFAS nelle acque del bacino padano. I PFAS (perfluoroacrilici) sono acidi molto forti con una struttura chimica che li rende molto resistenti ai naturali processi di degradazione, utilizzati principalmente nell’industria alimentare e tessile ma anche in edilizia. Si tratta di sostanze che presentano profili di rischio alti se sottoposti a lunga esposizione, soprattutto acqua ma anche derivati di origine animale come uova e latte, che agiscono sul sistema endocrino pregiudicando crescita e fertilità. Pertanto solleciteremo il Sindaco affinchè provveda a garantire la qualità delle acque distrubuite dai gestori (TEA Acque e AIMAG) attraverso approfondimenti che scongiurino la contaminazione da PFAS. Allo stesso modo ci muoveremo per capire se la catena di produzione agricola venga interessata da questo fenomeno e nel caso fosse riscontrata, per stabilirne la misura, grazie al supporto di profili molto qualificati che sostengono il nostro gruppo.

a.b.

Fusione: …opportunità per chi?

Il nuovo comune di Borgocarbonara, nato dalla fusione dei comuni di Borgofranco sul Po e Carbonara di Po è entrato ormai nella fase di gestione operativa da parte del gruppo di maggioranza uscito vincente dalle elezioni del 26 maggio e del proclamato sindaco Lisetta Superbi.

Siamo in attesa che venga convocato il primo consiglio, dove certamente sarà all’ordine del giorno la discussione del primo assestamento di bilancio.

Le prime certezze riguardano il contributo denominato “bonus fusione”. Molti di voi ricorderanno che durante gli incontri pre-fusione, promossi e patrocinati dalle amministrazioni uscenti di Carbonara e Borgofranco, sono stati resi noti alcuni dati relativi ai presunti vantaggi che i cittadini avrebbero goduto in caso di fusione, tra cui il “bonus fusione” previsto dal D.M 10.10.2012 e quantificato in 319.708,00 €/anno per la durata di 10 anni.

Sfortunatamente tale contributo è stato pesantemente ridimensionato, riducendo l’importo per il 2019 a 162.169.99 €.

Potremmo discutere a lungo sulla inattendibilità delle indicazioni giunte dal Ministero in fase pre-fusione, indicazioni che certamente hanno condizionato pesantemente il giudizio dei cittadini sull’opportunità di fondere i comuni, cogliendo l’opportunità di garantire maggior spesa al comune fuso grazie al contributo previsto, purtroppo si tratta di decisioni tanto discutibili quanto inappellabili e pertanto rimane solo la frustrazione di aver fatto una scelta influenzati da informazioni fuorvianti.

Per onore di verità, non credo che il Sindaco e la Giunta abbiano responsabilità sulla pesante diminuzione del “bonus fusione” e va segnalato che durante il periodo di commissarimento, è stato precauzionalmente considerato nei bilanci di previsione, un’importo derivante dal bonus non superiore a 230.000,00 €.

Tuttavia, uno degli aspetti che ha certamente caratterizzato le proposta di fusione avanzata dalle uscenti amministrazioni e dai sindaci Paola Motta e Lisetta Superbi, riguardava il capitolo dei risparmi attesi e dei benefici che la fusione avrebbe portato in ordine all’ottimizzazione delle funzioni.

Più precisamente i risparmi di spesa erano stati quantificati in 59.781,26 €/anno, espressamente su indicazione dei due Comuni e degli amministratori in carica. A differnza del “bonus fusione”, ritengo responsabile l’attuale maggioranza del conseguimento di tali risparmi, quale preciso impegno assunto in fase di promozione dai sindaci di Carbonara e Borgofranco, espressione dell’attuale maggioranza.

Qualora i risparmi promessi e attesi non fossero conseguiti, si configurerebbe un comportamento quantomeno disdicevole da parte dell’attuale maggioranza, che alimenterebbe la sensazione di sbilancio tra i cittadini provenienti dai due comuni per effetto del pesante divario nell’indebitamento originario.

Attendiamo fiduciosi che il prossimo consiglio porti conferme soddisfacenti, nell’auspicio di poter continuare una proficua attività di sorveglianza.

a.b.

Gente che va

Da anni mi interrogo sulla reale percezione che gli abitanti hanno del luogo in cui sono nati e cresciuti, ponendomi domande talvolta banali del tipo.. “è giusto nutrire un senso di appartenenza che possa indurre riconoscenza?“. Per quanto mi riguarda la risposta è sempre la stessa..”Si, ..è giusto essere riconoscenti” soprattutto se il luogo in cui nasci o cresci è un luogo protetto, come è protetto il luogo in cui sono cresciuto io. Naturalmente mi riferisco al quel tipo di protezione che permette di avere sempre un moderato ed efficace controllo sulle attività dei figli nella fase più delicata, ovvero la fanciullezza e l’adolescenza. I vantaggi (non sono molti, ma alcuni sono veramente apprezzabili) di poter crescere e far crescere i figli in piccoli borghi, dove le persone si conoscono e c’è mutua sorveglianza sulle attività di giovani e giovanissimi, deve essere riconosciuto da tutti come un valore.

Tuttavia fin da ragazzo è sempre emerso con nitidezza il desiderio dei miei coetanei e mio di immaginarci adulti altrove, in luoghi più accattivanti e interessanti che potessero offrire opportunità personali e professionali più stimolanti ed appaganti. Conseguenza che si è successivamente verificata nella maggior parte dei casi.

Le settimane precedenti alle elezioni amministrative del 26 maggio scorso, insieme al nostro gruppo, abbiamo raccolto un’ elenco con il nome di cento (100 !!!) cittadini borgocarbonaresi che hanno deciso di trasferirsi altrove negli ultimi anni. Una caratterisctica comune a queste persone, (che sono solo una percentuale di tutti gli emigrati…) è l’età. Stamo parlando di ragazzi partiti non ancora trentenni che, dopo essere stati cresciuti e formati hanno deciso di spendere il loro talento altrove.

Naturalmente sono scelte indiscutibili che attengono al libero arbitrio di ogni individuo e pertanto devono esere rispettate. Personalmente ho fatto scelte diametralmente opposte, convinto che il senso di appartenenza verso la comunità che mi ha accolto dovesse essere in qualche modo onorato. Per questa ed altre ragioni, ho scelto di restare in questo comune nel tentativo di creare opportunità per me e per gli altri, proprio per quel senso di riconoscenza che dovrebbe essere alla base del principio di cittadinanza.

Ma il vero tema che accompagna queste riflessioni non può che riguardare le responsabilità in capo alle scelte o peggio, alle non scelte che le amministrazioni comunali hanno sul fenomeno dell’emigrazione.

Si tratta ovviamente di un tema complesso, ma la sensazione è che ci sia rassegnazione ad accettare questo fenomeno come incontrastabile ed ineludibile, talvolta alimentato dalle stesse famiglie compiacenti che vedono nel volontario allontanamento dei figli un successo anzichè un profondo fallimento.

Come si contrasta questo fenomeno? Non ho certezze, ma credo si dovrebbe iniziare dagli esempi positivi. Sostenere storie di successo personale e professionale aiuta a diffondere l’idea che, anche partendo da luoghi apparentemente svantaggiati rispetto a realtà più grandi e strutturate, sia possibile ottenere successi che alimentino la voglia di emulazione e stimolino la fantasia.

Mi auguro che si concretizzi a breve l’idea di due giovani fratelli nati e cresciuti a Borocarbonara, promotori di una attività che potrebbe portare all’apertura di una nuova officina meccanica. Questi ragazzi devono essere sostenuti dall’amministrazione negli adempimenti necessari ad avviare l’auspicata attività e incoraggiati personalmente dalla giunta, che dovrà far sentire loro tutta la vicinanza della comunità. Quella stessa comunità che può dare a questi ragazzi tutta la fiducia e le motivazioni per diventare esempio di successo e possa indurre altri giovani borgocarbonaresi ad abbandonare l’idea che andarsene è sempre l’unica opzione.

a.b.